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L’elogio del Rider

Negli ultimi tempi si leggono notizie che magnificano il lavoro dei rider: un ex commercialista che portando pizze guadagna fino a 4000 euro al mese, un gioielliere che arrotonda lo scarso guadagno cavalcando la bicicletta di notte dopo la chiusura della sua bottega, disoccupati vari che affrontano la crisi eroicamente cogliendo la grande opportunità di diventare piccoli imprenditori a pedali, eccetera.

Ora, per esperienza personale, vi dico come funziona un meccanismo che forse può essere considerato un paradigma del sistema economico imperante.

Partiamo dal RISTORANTE, che è quello che conosco meglio.

Ogni consegna gli costa dal 25 al 30%. Se si considera i costi della materia prima – a meno che non sia immondizia -, i costi d’impianto che sono tanti come quando si sta aperti, i costi del personale per la preparazione e il confezionamento o il costo dei titolari che non si calcolano mai il loro lavoro, praticamente ci vanno a rimettere, a meno che non facciano centinaia di consegne – qualcuno le farà, ma la gran parte stanno nella decina, quando va bene -, non ultimo l’iva del 10% e tutte le altre tasse, alla fine cosa ci guadagna???

Passiamo al RIDER.

Sinceramente non conosco perfettamente i tariffari, ma sentendo qualcuno che fa questo tipo di consegne mi ha detto che ogni consegna realizza dai 2 ai 5 euro. Non so quante consegne riesca a fare in un giorno perché c’è una concorrenza spietata tra la quantità di società di delivery e la quantità di rider che aumentano esponenzialmente man mano che la crisi peggiora. Quindi, indipendentemente da quanto guadagna, si valuta che il mezzo che usa è il suo con tutti i costi che ne conseguono? Si valuta che girare in bicicletta in mezzo al traffico con gli automobilista che ti prendono la mira non è come andare in bicicletta al parco per tenersi in forma con il corpo e con lo spirito? Si valutano i tempi di attesa al freddo tra una consegna e l’altra, le telefonate che si fanno a chi a spetta la pappa perchè non si trova il nome sul campanello, abita in un interno o semplicemente hanno scritto male il nome? Si valuta che ad ogni consegna non trovi sempre persone gentili e disponibili che ti danno anche la mancia, ma altre che hanno pretese stravaganti? Si valuta lo stress che provoca tutto questo, considerando che il rider ha sempre la paranoia che gli rubino il suo mezzo – a Napoli addirittura a un rider hanno rubato lo scooter dopo averlo menato – ? Alla fine, quanto hanno guadagnato – non incassato – realmente?

E arriviamo alle società di DELIVERY?

Non le giudico, fanno semplicemente il loro lavoro: hanno avuto un’intuizione, l’hanno sviluppata e cercano di fare profitto, riempiendo però i vuoti legislativi che gli permettono non solo di fare profitto, ma farne smisuratamente di più dei loro ‘partner’ – come li definirebbero i loro manager -, che sarebbero i ristoranti e i rider.

La sintesi è che stiamo promuovendo, sviluppando e arricchendo un’economia perversa che si fonda sui VIZI DEI CONSUMATORI, ‘comodosi’ e compulsivi negli atteggiamenti e negli acquisti;sulla FURBIZIA di chi conosce e capisce i suoi ‘polli’ e crea una ‘innovativa’ bicicletta; sullo sforzo di persone e categorie, ancorate al ‘vecchio’ modo di lavorare, che per stare a galla pedalano affannosamente per far girare il motore di questa economia ‘proiettata meravigliosamente verso un futuro radioso’; infine, e non ultimo, una politica impegnata costantemente a guardarsi l’ombelico, sostenendo falsi modelli di progresso oppure affermando i valori della tradizione fondati sulla sagra della salsiccia e del rutto libero per cercare di portare a casa il maggior numero di voti di elettori/ consumatori.

Quindi facciamo attenzione ad adagiarci, per comodità e pigrizia, nell’illusione di sentirci cittadini del mondo, a prendere per buone certe soluzioni che ci vengono propinate come fossero sinonimo di progresso.

Vi ricordate anni fa di Groupon?

Tutti contenti a correre dietro a occasioni di sconto irripetibili; i commercianti e ristoratori felici di fare tanti nuovi clienti; la società Groupon che fa una scalata in borsa mai vista prima.Cosa è rimasto di tutto questo? Le macerie! Economiche e culturali.

Per ricordare…

Art. 4. La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.Buona salute a tutti.

Renato Collodoro

Conversations 5 comments

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Example: Practical philosopher, therapist and writer.

Marinasays:
Relevant commenter background or experience:Matematica: i centesimi rimasti sul conto corrente

Caro Renato, spero un giorno di questi di poter venire a trovarti a pranzo, perché la sera non si è ancora ben capito cos’abbia di così diverso dal giorno….So che tante persone la penseranno diversamente, ma a me tutto questo sa di una grande presa in giro nei confronti degli italiani.Ci privano dello spostarci da regione a regione, da comune a comune, di tenere aperte attività, e poi ci allarmano e creano il panico tra le persone con varianti inglesi, africane, irlandesi…Parlano di un nuovo lockdown….Strano che non ci siano varianti che so, pugliesi, lombarde, piemontesi…Poi vai domenica scorsa a Sanremo e troviamo le frontiere aperte ai francesi.Non vi sentite anche voi presi in giro?Ci obbligano a fare un vaccino che, con tutte queste varianti, servirà ancora a qualcosa?Buona serata

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👏👏👏👏mi adeguo, uso le emoticon per esprimerti vicinanza, solidarietà e condivisione delle tue considerazioni. È davvero triste venire a conoscenza di indebiti arricchimenti, sfruttando Persone e la situazione che si sta vivendo. Ma nulla di nuovo! Comportamenti già visti dopo ogni cataclisma. Noi andiamo avanti forti di quanto abbiamo ricevuto da Nonni e Genitori. Un forte abbraccio 

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Considerazioni sacrosante le tue, caro Renato! Come sempre nelle situazioni di grande difficoltà, i “furbi” trovano il modo di fare affari sulla pelle di chi cerca di lavorare onestamente e purtroppo i loro “business” trovano l’avallo silenzioso (o anche no) delle istituzioni.Siamo tutti accanto a te, forti, come scrive Luigi, di quello che abbiamo imparato e dei nostri valori.Un forte abbraccio 

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Valtersays:
Relevant commenter background or experience:ormai solo osservatore

Sante parole.  Giusto fare business ma scandaloso strafare. In Italia abbiamo leggi che regolano i dettagli dove è inutile e dannoso. Abbamo terribili vuoti legislativi dove servirebbe a difesa dei diritti di chi lavora. 

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Ezio dla Venariasays:
Relevant commenter background or experience:Ott....mista :-)

Grazie Renato per le tue lucide riflessioni che condivido pienamente.A presto, ezio

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